Museo

LA SAGA DEL MOTORE

Quando si parla di motociclismo in Italia è spontaneo pensare alla Romagna come culla di tale passione: la terra dè Mutor.
Pesaro, a ben guardare, dall'alto dei suoi Benelli, Serafini, Brusi, Baronciani, Campanelli, Grassetti, Rossi, babbo e figlio e… i Lazzarini, non può essere considerata solo una appendice romagnola!
I Lazzarini ancora oggi rappresentano un punto fermo della storia motociclistica pesarese e con la loro attività quotidiana sono un esempio di come la passione si possa trasformare in storia di vita.
E' un alveare, quell'apprezzato negozio-officina dei Lazzarini (quattro fratelli e una sorella). Lì ognuno ha il suo compito, il suo settore di pertinenza, i suoi riferimenti: alle vendite, dietro il banco clienti, in ufficio amministrazione, nel reparto meccanico. Pensare di irrompere in mezzo a quell'ordine prestabilito è impresa ardua, poiché subito si ha la sensazione di inceppare qualcosa, di bloccare automatismi, insomma di arrecare disturbo. Ma tant'è: la cosa più importante adesso per tutti i fratelli è la loro impresa commerciale. E l'aspetto sportivo? Ma sì, è stato importante, è stato la molla iniziale, ma presenta l'aspetto sempre più palpabile, se non fosse per l'attualità di Ivan, di nostalgia.
Sportivi all'occhiello i Lazzarini.
E allora andiamola a ricordare la loro storia sportiva.

 

Il presidente della FMI Colucci davanti alla 125cc nella officina Lazzarini

Il presidente della FMI Colucci davanti ala 250cc nella officina Lazzarini

 Il presidente della Federazione Motociclistica Italiana Colucci in visita nella officina dei Lazzarini nel 1972. Le moto sono interamente costruite a Pesaro dai Lazzarini: La 250 bicilindrica e la 125 monocilindrica. Nelle fotografie si riconoscono Colucci, Enzo ed Eugenio Lazzarini, Egidio Piovaticci e Paolo Benelli.

Una rara immagine della Piovaticci 250cc bicilindrica del 1973

Piovaticci 125 cc

Piovaticci 125cc

Piovaticci 50cc prima monoscocca 1974

Piovaticci 50cc prove per la impostazione della monoscocca

Piovaticci 50cc perfettamente restaurata

Piovaticci 50cc nel 1975

 L'imprenditore pesarese Egidio Piovaticci iniziò con Eugenio Lazzarini l'esperienza delle corse nel mondiale 125 cc e successivamente in quello 250 cc. La svolta tecnica avvenne nel 1974 quando nel reparto corse arrivarono Jan Thiel e Martin Mijwaart dalla olandese Jamathi, chiamati per sviluppare le nuove motociclette 50 cc e 125 cc. Il telaio monoscocca era talmente piccolo e scomodo che per adattarlo al pilota, e viceversa, ci vollero sagome in legno sulle quali lavorare. Così facendo nel 1975 si arrivò ad una moto 50 cc veramente piccola ed era anche la prima ad utilizzare ruote in magnesio per contenere pesi e aumentare la maneggevolezza. Per problemi economici il reparto corse fu ceduto nel 1976 alla Bultaco. Con la Piovaticci 50 cc Eugenio Lazzarini vince il suo primo Grand Prix in Svezia nel 1975, piazzandosi al secondo posto finale nel mondiale classe 50 cc e al quinto nella classe 125 cc. Sempre con la Piovaticci è stato Campione Italiano nel 1973 classe 125 cc e Vice Campione Italiano nel 1975 classe 50 cc.

MBA Lazzarini con Eugenio Campione del  Mondo nel 1978

Lazzarini Morbidelli del 1979 perfettamente restaurata

Il Campione del mondo Eugenio con la Lazzarini Morbidelli nel 1979

 Eugenio Lazzarini Campione del Mondo 125 cc nel 1978 con la Lazzarini-MBA. La moto era costruita con telaio monoscocca concepito dalla esperienza dei Lazzarini.

Iprem 125cc

Iprem 125cc

Nel 1979 Lazzarini aveva vinto il titolo mondiale della classe 50cc. con la Kreidler ufficiale della Casa tedesca. Pur disponendo del numero uno, non si trovava nelle condizioni di difendere il titolo in quanto non gli era stato rinnovato il contratto.
La Casa tedesca aveva ingaggiato al suo posto il pilota Riccardo Tormo, sponsorizzato dalla federazione motociclistica spagnola.
A questo punto bisogna inventarsi qualcosa: nasce la Iprem 50 e 125. Da un buon rapporto di amicizia con Paolo Marcheselli, bravissimo tecnico e appassionato modenese e grazie all'interessamento dell'ing. Max Speer, da sempre molto vicino a Eugenio Lazzarini, gli fa avere un motore Kreidler 50cc. attorno al quale si inizia a lavorare inserendovi anche dei particolari già sperimentati sul suo monocilindrico 50cc. e Lazzarini si assume il compito di realizzare il telaio.
Il tutto in fretta e furia poiché del tempo da perdere ne è rimasto ben poco.
L'operazione si rivela un successo e centra l'obiettivo, con la vittoria del titolo mondiale. Nell’ ultima gara sul mitico circuito del Nurburgring, la casa tedesca ha schierato ben 6 moto ufficiali nel tentativo di sottrarre punti al pilota pesarese, ma dopo una gara entusiasmante Lazzarini riusciva a conquistare la seconda posizione e ad aggiudicarsi il titolo iridato.
Sempre a fine '79,si inizia anche la costruzione di una 125 bicilindrica frontemarcia con cambio estraibile interamente realizzata in Italia.  La macchina scende in pista nell'80  sempre con il marchio IPREM, una ditta di Pesaro che ha contribuito finanziariamente alla costruzione dei minibolidi, mettendo a disposizione all'interno della sua azienda lo spazio per un'officina con banco prova. Il tecnico Paolo Marcheselli nella sede della LGM a Rastellino, collabora oltre che alla costruzione dei motori, anche alla sperimentazione ed allo sviluppo. L'assemblaggio avviene alla IPREM a Pesaro.
Nel 1981 si prende la decisione di abbandonare la classe 50cc. per concentrarsi sulla 125cc. Il motore viene ridisegnato e ricostruito in base alle esperienze maturate, mantenendo invariate le caratteristiche. Il nuovo telaio è ancora opera di Lazzarini.
La nuova moto ottiene dei buoni risultati, ma alla fine della stagione la IPREM annuncia l'addio alle corse.
I veri RIDERS; campionissimi di tutti i tempi, a SPA nel 2006 La manifestazione sportiva di rievocazione storica che si tiene tutti gli anni in Belgio nel mitico circuito di Spa-Francorchamps, vede la partecipazione delle più belle e leggendarie moto classiche di tutte le epoche, fiore all'occhiello dei collezionisti più quotati a livello mondiale. Alla guida di questi bolidi senza tempo i più famosi piloti del mondiale, veri "RIDERS" senza età. Nella foto riconosciamo da sinistra il sudafricano Kork Ballington, l'asso della Louisiana Freddie Spencer, il nostro grande pesarese Eugenio Lazzarini, Giacomo Agostini, il tedesco Dieter Braun, l'unico Campione in Moto e in F1 John Surtees, il venezuelano Carlos Lavado, il francese Christian Sarron, l'olandese Jan de Vries, l'italo svizzero Luigi Taveri, un bel gruppo di talenti non c'è che dire.
  
  

 

 
Designed by Acquamarina